GENOVA:I Presepi del XVII secolo in mostra a Genova, regina del presepe barocco fino al 2 Febbraio 2019

PRESEPI STORICO ARTISTICO DELLA TRADIZIONE GENOVESE

Pochi sanno che la tradizione presepiale genovese risale agli inizi del XVII secolo e si sviluppa a tal punto da far sì che Genova si affermi, prima che a Napoli, come uno dei centri più attivi nella produzione di figure da presepe. Questo tipo di statue, rispetto a quelle totalmente in terracotta della tradizione bolognese o a quelle totalmente intagliate nel legno, rispondevano meglio alle esigenze spettacolari del presepe barocco, rendendo possibile, attraverso la sostituzione degli abiti o degli accessori, una continua intercambiabilità dei personaggi e allestimenti sempre diversi.
Una caratteristica unica del presepe genovese è la rappresentazione della Madonna come regina, con abiti sfarzosi e in testa una corona. Questo perchè Maria nel 1637 venne proclamata regina di Genova. L’arte del presepe genovese, in realtà, esprime il fermento artistico e culturale della Repubblica di Genova, capitale economica europea fra XVI e XVII secolo, capace di attrarre artisti come Rubens e Van Dyck, ma anche di sviluppare capolavori di artisti genovesi dell’epoca.
Il documento più antico che attesta l’esistenza di un presepe a Genova è costituito dalla cronaca manoscritta del Convento carmelitano di Monte Oliveto, presso il sobborgo costiero di Multedo, datata 1610: viene documentato l’uso di manichini articolati e vestiti per un presepe, scandito nelle scene dell’Adorazione dei pastori, dell’Adorazione dei Magi e della Presentazione al Tempio. Quest’ultima veniva allestita attorno al 2 febbraio, quando la Candelora (l’usanza di benedire le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”) chiude il ciclo natalizio.

Tra i presepi barocchi più suggestivi: il presepe del Santuario di Nostra Signora Assunta di Carbonara, detto “La Madonnetta”, presenta un centinaio di sculture lignee o in costume d’epoca (databili dal XVII al XVIII secolo) in un’ambientazione assai scenografica della Genova antica, dove si riconoscono chiaramente molti luoghi cittadini. Si può inoltre ammirare la ricostruzione di una tipica fattoria genovese nel paesaggio della Val Bisagno. Dal 1977 il presepe è allestito in maniera permanente e pertanto visitabile tutto l’anno. Il santuario è raggiungibile utilizzando la funicolare che dal centro cittadino (Largo Zecca), sale verso le colline del Righi, scendendo alla fermata “Madonnetta”. Il viaggio in funicolare offre senza dubbio un’occasione unica per godere di suggestive viste “verticali” tra le case e il mare.
Uno spettacolare allestimento presepiale, con splendide figurine settecentesce, opera di Pasquale Navone (Genova 1746-1791), uno tra i più fedeli prosecutori della tradizione scultorea maraglianesca, è allestito presso il Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, nell’ambito delle iniziative collegate alla grande mostra di Palazzo Reale, dedicata ad Anton Maria Maragliano. Si tratta di esemplari appartenenti alle collezione civiche e conservati al Museo Luxoro di Nervi, eccezionali per qualità di intaglio e laccature e per lo stato di conservazione dei costumi originali, particolarmente sontuosi nei personaggi del corteo dei Magi. L’allestimento si affida a fondali e a elementi scenici bidimensionali – i “cartelami” – ricostruiti con attenzione filologica alla tradizione e si avvale di un’illuminazione assai debole, nell’intento di evocare il tenue chiarore delle candele, un aspetto tanto fondamentale quanto spesso trascurato, nella rievocazione del presepe storico.

Sempre al Museo dell’Accademia Ligustica è esposto al pubblico uno dei presepi più piccoli al mondo. Una preziosa cornice in ebano e filigrana d’argento racchiude un rilievo di minuscole dimensioni (mm 84 x 62 x 16): raffinatissime figurine, modellate in cera bianca con una tecnica prodigiosa dal bavarese Johann Baptist Cetto, popolano i ruderi di un tempio che accoglie la Natività. Alberi e palme scandiscono la prospettiva della scena mentre in lontananza si scorge l’annuncio ai pastori sullo sfondo di una fantastica città turrita che domina un paesaggio lacustre.

Da non perdere, il presepe biblico animato di Franco Curti presso l’Auditorium del Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova, Questo presepe ha oltre 70 anni di storia ed è stato esposto nelle principali città del nord-Italia. Realizzato negli anni trenta del ‘900 da un artigiano di Carmagnola, Franco Curti, ha una superfice di 40 metri quadrati e si conserva ancora con tutti i suoi meccanismi originali. Il presepe, composto dalla ricostruzione di Betania, Gerusalemme e Betlemme al tempo di Gesù, con i cinque quadri meccanici delle Profezie, conta oltre 150 personaggi in movimento, cadute d’acqua, vedute panoramiche orientali, degradanti cambi di luce e un sottofondo musicale. All’interno del Museo sono inoltre esposte, come tradizione, le statuine settecentesche a manichino della prestigiosa scuola di Anton Maria Maragliano e Pasquale Navone accompagnate da statuine popolari genovesi e napoletane.
Presso l’Oratorio del SS. Sacramento e San Bartolomeo di Staglieno il suggestivo Presepe artistico (sec. XVII) con figure del Maragliano e del Navone, di cui vanno segnalate in particolare la qualità dell’intaglio delle figure settecentesche e la ricchezza dei costumi dei Magi e del loro corteo.

Biglietti – Nelle Chiese e presso il Museo dei beni Cappuccini l’ingresso è a offerta libera, mentre all’Accademia Ligustica si paga un biglietto (€ 5.00  intero; € 3.00 ridotto: da 0 a 18 anni; ultra 65 anni, Soci Coop, gruppi)